parola carnale – 6

Sono sempre molto più stanco di te al mattino;
forse anche molto più felice. Ti alzi senza far rumore;
frusciano un poco le lenzuola, ti allontani scalza. Io
dormo ancora nel tepore che ha lasciato nel letto
il tuo corpo nudo. Dormo dentro la forma
del tuo corpo, sprofondato in un’oscurità biancastra. Sento
che ti lavi, che fai il caffè, che aspetti.
Sento che mi stai sopra e non ti decidi. Il tuo sorriso
percorre tutto il mio corpo, mi rende le unghie molli.
      Dormo.
Vele bianche passano fulminee e immobili. Una coperta rossa
appesa alla corda. Il rosso mi pesa sulle ciglia.
Donne nude nel fiume. Uomini nudi sugli alberi.
Cavalli lenti e gravi (no, non tristi) passeggiano sui
fondali bassi del mare. Uno ha un’erezione,
il membro nero sfiora appena l’acqua. Una ragazza piange.
Un ragazzo incide col temperino sul gelso un 99,
poi aggiunge un altro 9. Dormo più profondamente, più
      dentro.
Un passero sulla criniera del leone bianco. Tir, tir, –
grida. Il mondo
è carne e luce e grasso sperma. Buongiorno, amore.
      Buongiorno.

da Parola carnale di Ghiannis Ritsos

di un altro dire

Quando la poesia dialoga con la filosofia.

 In occasione delle cerimonie conclusive del Premio Lorenzo Montano, la rivista “Anterem” promuove – in collaborazione con la Biblioteca Civica di Verona – un Forum di poesia.

Sono in cartellone quattordici appuntamenti nel corso dei quali la poesia incontra la filosofia, la musica, l’arte. Tali eventi si svolgono da sabato 8 novembre a domenica 16 novembre 2014 negli spazi della Biblioteca Civica di Verona, via Cappello 43.

Il Forum ha per titolo “Di un altro dire” ed è curato da Flavio Ermini e Ranieri Teti.
La finalità è far emergere l’intima relazione che unisce la poesia e le complesse problematiche del nostro tempo.

Questa manifestazione muove da un’identità poetica molto precisa, caratterizzata dalla posizione concettuale e dal percorso di conoscenza della rivista “Anterem”. L’intento è di far amare a un numero sempre più vasto di lettori la grande poesia contemporanea e della modernità.

 

IL PROGRAMMA

 

 

la solitudine della sapienza

da “la solitudine della Sapienza” – dialogo con Qohélet

 la solitudine non consuma le ossa solo calore

(presto la pubblicazione del testo completo)

    Qohélet 

Due coricati insieme
si scalderanno

Ma a chi è solo
quale calore?

 

      Io

la solitudine   non consuma le ossa    solo calore
un falò di libri     ho dovuto     organizzare
per la lunga     attesa del gelo
ho sperimentato      giacigli di parole
coricàti    sul letto     le nostre scapole    non
hanno     bocche per     dialogare
voltàti   ognuno dal     proprio lato
con  una     pietra focaia in    mano
senza sapere     cosa farne

© sofia demetrula rosati

non ho creduto in niente

 “… se oggi dovessi dire, in breve, quale sia la pulsione profonda da cui è nata tutta la moderna poesia, direi che tale pulsione è quella dell’anarchia. E’ questo impulso che mi ha fatto scrivere, una volta, a conclusione di una poesia del 1976, come proposta di autoepitaffio: ‘Non ho creduto in niente’. E il problema di un poeta, oggi, rimane sempre per me, come per i suoi lettori del resto, quello di trasformare l’impulso alla rivolta in una proposta di rivoluzione, e fare della propria miscredenza un progetto praticabile”.

Edoardo Sanguineti
http://www.anteremedizioni.it/edoardo_sanguineti_0