“I versi triangolari si dispongono / lungo un asse diagonale / dal quale si snoda un’ellisse” – su “La dimora del ritorno” di Sofia Demetrula Rosati

Via Lepsius

labyrinthos

Come sempre occorre affidarsi al passare del tempo affinché le direzioni e le movenze di un pensiero s’appalesino in maniera sempre più definita e riconoscibile: non c’è stato mai dubbio che il pensiero di Luce Irigaray, di María Zambrano e di Adriana Cavarero fosse innovativo e fecondo già dal suo primissimo manifestarsi, ma credo sia anche necessario studiare come e quando quel pensiero generi altro pensiero, altra scrittura, altre riflessioni – ebbene, a leggere La dimora del ritorno. sull’evanescenza del divino femminile di Sofia Demetrula Rosati (Anterem Edizioni / Cierre Grafica, Verona 2021 con la prefazione di Giuseppe Martella) si attraversa un libro ch’è splendido e degno frutto del pensiero delle tre filosofe richiamate in tre esergo collocati in tre luoghi importanti dell’opera, ma potrei aggiungere altri grandi nomi protagonisti di quella vera e propria rivoluzione del pensiero e della percezione che viene definito “pensiero della differenza femminile” (e non…

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la dimora del ritorno

Pronto per essere pubblicato nella collana Nuova Limina di Anterem Edizioni, ho il piacere di condividere la notizia di questo mio ultimo nato. Un libro che ha una storia e una vita vissuta ancora prima della sua “messa in opera”, una storia che si potrà scoprire leggendolo e che spero sappia donare emozioni.
Al momento un assaggio. Tornerò a parlarne e a narrarne ancora.

“Sofia Demetrula Rosati si fa qui traduttrice
del tempo: trasporta figure a ritroso e ad elica da un’epoca all’altra,
riconducendole verso l’evanescente “dimora del ritorno”. Ciò che in
questa silloge si attua è in effetti, in primo luogo, una sorta di archeologia
del rito e del mito greci, un depotenziamento della luce olimpica ferma
e intensa. Un risalimento alle madri, figure femminili della fertilità, vertiginoso
e spiraliforme, verso l’evanescente dimora del ritorno, l’arcaica
rimozione della figura-grembo dei miti ellenici, la Grande Madre delle
civiltà mediterranee protostoriche, venerata ancora come Potnia (“signora
degli animali”) nel secondo millennio a.c., nella Creta minoica, prima
della conquista Micenea. Di lei tutte le dee olimpiche, e massime quelle
della vegetazione, Demetra e Persefone, sono figure parziali, emanazioni
e sineddochi, diminuzioni. Il dialogo fra Demetra e Persefone costituisce
infatti il nucleo denso di questa poesia che, nelle sue quattro parti, nasconde
la divisione quintupla della tragedia greca classica (prologo, parodo,
episodi, stasimi, esodo), poiché il parodo, l’ingresso del coro a commento
del dialogo e dell’azione, vi si trova in effetti diffuso, disseminato nelle sezioni
in prosa dell’intero testo.” (dalla prefazione al volume a cura di Giuseppe Martella)

Anterem Edizioni pubblica nella collana Nuova limina “La dimora del ritorno” di Sofia Demetrula Rosati [prefazione di Giuseppe Martella] – Visto si stampi -Le modalità per ordinare i libri e le modalità di pagamento sono le seguenti:• con bonifico bancario intestato all’Associazione Anterem• codice IBAN: IT54H0503411750000000165753 – codex BIC per l’estero: BAPPIT21001;• sul c.c. postale 10583375 intestato all’Associazione Anterem, via Cantore 1, 37121 Verona;•
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le cose elementari

Ghiannis Ritsos (foto web)

In modo maldestro, con ago grosso, con filo grosso,
si attacca i bottoni della giacca. Parla da solo:

Hai mangiato il pane? hai dormito tranquillo?
hai potuto parlare? tendere la mano?
ti sei ricordato di guardare dalla finestra?
hai sorriso al bussare?

Se la morte c’è sempre, è seconda,
La libertà sempre è prima.

Ghiannis Ritsos