Πίνακας των υλικών

7 maggio 2018 § Lascia un commento

via Mariangela Guatteri, Πίνακας των υλικών | Tavola delle materie, Foglio/Φυλλαδιο 10

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I libri d’artista di Fernanda Fedi e Gino Gini

27 aprile 2018 § Lascia un commento

nuovaletteratura

Andar… per libri d’artista.

Fernanda Fedi e Gino Gini

Un excursus storico dei loro libri, a partire dalla fine degli anni ’70 ad oggi.

L’opera degli artisti verrà presentata da:

Miriam Failla (docente di Museologia e Critica artistica del Restauro, Università di Torino)
Giulio Lughi (docente di Teoria e Tecnica dei Media digitali, Università-Politecnico di Torino)
Maurizio Vivarelli (docente di Bibliografia e Biblioteconomia, Università di Torino)

Dal 9 al 31 maggio 2018

Inaugurazione: 8 maggio dalle h. 18.00

Libreria Antiquaria Freddi – Galleria
Via Mazzini 40 – 10123 Torino – Italia
Dal lunedì al sabato: 10.30-12.30 – 16.00-19.30

Per informazioni:
tel. 011 8178751
eugymare@gmail.com – www.antiquafreddi.it
Salone OFF – Torino 2018

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Il canto di Saffo – Musicalità e pensiero mitico dei lirici greci: La scrittura cambia la parola, di Gabriella Cinti

20 aprile 2018 § Lascia un commento

LA PRESENZA DI ÈRATO

saffo-e-alceoLa scrittura presenta un rapporto paradossale con la morte, se già Platone la accusava di essere disanimata e di distruggere la memoria, come acutamente ci fa riflettere Ong, riferendo citazioni come quella della Seconda Lettera di San Paolo ai Corinzi (3,6): «La lettera uccide, mentre lo spirito dà vita». Emozionante, ancora, quando richiama la nostra attenzione sull’usanza ancora largamente diffusa di comprimere fiori freschi tra le pagine dei libri, soprattutto per ricordare qualche cosa o momento particolarmente significativo, gialli boccioli appassiti tra pagina e pagina, dove il fiore secco, che un tempo era vivo, è l’equivalente psichico del testo verbale. Poi dice: «Il paradosso consiste nel fatto che lo stato di morte del libro, la sua rimozione dal mondo umano vivente, la sua rigida fissità visiva, ne assicurano la durata nel tempo e la possibilità di risorgere in illimitati contesti viventi, grazie a un numero potenzialmente infinito di lettori».

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Aglaja Veteranyi, La fuga

3 febbraio 2018 § Lascia un commento

Unterwegs

16 anni fa, il 3 febbraio 2002, Aglaja Veteranyi, nata nel 1962, decise di porre fine alla sua vita. Avevo avuto modo di vederla una volta, in Svizzera, a Lucerna, nel corso di una delle sue Lesungen che organizzava quasi come fossero esibizioni circensi. Una poesia funambola senza rete, per dirla con le parole di Mascha Kaléko. Una scrittura, anche nella prosa – penso al romanzo Warum das Kind in der Polenta kocht – accompagnata dallo sguardo spalancato e stupito e ferito di due occhi grandi, chiari, indicibilmente belli. Allorché nel dicembre 2002, nel castello svevo di Trani, in occasione del convegno In medias res organizzato da Lend Bari (5-7 dicembre), scelsi di parlare di Migrantenliteratur. Premio Adelbert von Chamisso e dintorni, decisi di leggere, tra l’altro, questa mia traduzione della poesia Die Flucht di Aglaja Veteranyi. Come testimonia il testo  pubblicato nel numero di “Frontiere” del giugno…

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|Gli spiriti del Natale❧

24 dicembre 2017 § Lascia un commento

The Ghost Collector

bgChristmasCarol

Il racconto ci aveva tenuti col fiato sospeso attorno al focolare, ma, salvo l’ovvia
osservazione che esso era raccapricciante, come dovrebbe in fondo essere ogni strana storia narrata la vigilia di Natale in una vecchia casa (…)

  • Il Giro di vite, Henry James

Raccontare storie di fantasmi, riuniti intorno al camino, con un fuoco scoppiettante come unica fonte di illuminazione è un’immagine che evoca notti vittoriane, fatte di gentiluomini e dame in costume d’epoca, corone di vischio, edera e pungitopo e neve che si attacca ai vetri delle finestre…

Eppure è una tradizione, morente ormai in Gran Bretagna, che resta vivida nella nostra immaginazione nonostante sull’italico suolo forse resta qualcosa di simile solo nelle memorie contadine dei nostri bis-nonni.

Raccontare storie di fantasmi durante i mesi invernali richiama la pratica pagana di riunirsi per raccontare storie di divinità, antenati e spiriti per celebrare il Solstizio d’Inverno

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