Il canto di Saffo – Musicalità e pensiero mitico dei lirici greci: La scrittura cambia la parola, di Gabriella Cinti

20 aprile 2018 § Lascia un commento

LA PRESENZA DI ÈRATO

saffo-e-alceoLa scrittura presenta un rapporto paradossale con la morte, se già Platone la accusava di essere disanimata e di distruggere la memoria, come acutamente ci fa riflettere Ong, riferendo citazioni come quella della Seconda Lettera di San Paolo ai Corinzi (3,6): «La lettera uccide, mentre lo spirito dà vita». Emozionante, ancora, quando richiama la nostra attenzione sull’usanza ancora largamente diffusa di comprimere fiori freschi tra le pagine dei libri, soprattutto per ricordare qualche cosa o momento particolarmente significativo, gialli boccioli appassiti tra pagina e pagina, dove il fiore secco, che un tempo era vivo, è l’equivalente psichico del testo verbale. Poi dice: «Il paradosso consiste nel fatto che lo stato di morte del libro, la sua rimozione dal mondo umano vivente, la sua rigida fissità visiva, ne assicurano la durata nel tempo e la possibilità di risorgere in illimitati contesti viventi, grazie a un numero potenzialmente infinito di lettori».

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Aglaja Veteranyi, La fuga

3 febbraio 2018 § Lascia un commento

Unterwegs

16 anni fa, il 3 febbraio 2002, Aglaja Veteranyi, nata nel 1962, decise di porre fine alla sua vita. Avevo avuto modo di vederla una volta, in Svizzera, a Lucerna, nel corso di una delle sue Lesungen che organizzava quasi come fossero esibizioni circensi. Una poesia funambola senza rete, per dirla con le parole di Mascha Kaléko. Una scrittura, anche nella prosa – penso al romanzo Warum das Kind in der Polenta kocht – accompagnata dallo sguardo spalancato e stupito e ferito di due occhi grandi, chiari, indicibilmente belli. Allorché nel dicembre 2002, nel castello svevo di Trani, in occasione del convegno In medias res organizzato da Lend Bari (5-7 dicembre), scelsi di parlare di Migrantenliteratur. Premio Adelbert von Chamisso e dintorni, decisi di leggere, tra l’altro, questa mia traduzione della poesia Die Flucht di Aglaja Veteranyi. Come testimonia il testo  pubblicato nel numero di “Frontiere” del giugno…

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|Gli spiriti del Natale❧

24 dicembre 2017 § Lascia un commento

The Ghost Collector

bgChristmasCarol

Il racconto ci aveva tenuti col fiato sospeso attorno al focolare, ma, salvo l’ovvia
osservazione che esso era raccapricciante, come dovrebbe in fondo essere ogni strana storia narrata la vigilia di Natale in una vecchia casa (…)

  • Il Giro di vite, Henry James

Raccontare storie di fantasmi, riuniti intorno al camino, con un fuoco scoppiettante come unica fonte di illuminazione è un’immagine che evoca notti vittoriane, fatte di gentiluomini e dame in costume d’epoca, corone di vischio, edera e pungitopo e neve che si attacca ai vetri delle finestre…

Eppure è una tradizione, morente ormai in Gran Bretagna, che resta vivida nella nostra immaginazione nonostante sull’italico suolo forse resta qualcosa di simile solo nelle memorie contadine dei nostri bis-nonni.

Raccontare storie di fantasmi durante i mesi invernali richiama la pratica pagana di riunirsi per raccontare storie di divinità, antenati e spiriti per celebrare il Solstizio d’Inverno

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Talking about Asemic Writing (with Michael Jacobson)

21 agosto 2017 § Lascia un commento

Twenty-Four Hours

mjacobson1Michael Jacobson is a writer and artist who works in asemic writing. He takes language, words, symbols, beyond intellectual understanding, into another realm…But I will let him explain.

Words by Josh Medsker and Michael Jacobson

Josh Medsker: First of all, what drew you to asemic writing? And can you explain what it is for those readers that don’t know?

Michael Jacobson: What first drew me to asemic writing is similar to what draws me to any conventional form of  writing, that is, to gain knowledge, develop an escape into other worlds, and form creative outlets. Asemic writing, to me, is aasemicn abstract  writing style which utilizes non-verbal lines, colors, sub-letteral forms, textures, and symbols of enigmatic origins. Writing is a focused way to get a point across; asemic writing is a non-specific universe of points with an acknowledgement of the unknown–the mystery–the openness. Asemic writing is also raw and…

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L’ideale poetico di everywhere

16 agosto 2017 § Lascia un commento

Vivere per Haiku - Il Blog del gruppo Facebook "Lab Zen Haiku Italia"

La grande differenza tra chi scrive haiku e chi vive per haiku sta nel vedere.

Chi scrive haiku pratica l’ispirazione, le sensazioni, una qualche forma di ricerca.

Chi vive per haiku invece trova tutto già scritto, non ricerca,  scrive senza scrivere, perchè non c’è differenza tra poesia e la sua vita.

Chi vive per haiku non discrimina, tutti i luoghi ed ogni momento sono uguali, perchè tutto è haiku, tutto è già lì, si tratta solo di vedere e raccogliere.

Everywhere è quindi quell’ideale poetico, non estetico ma compositivo, che invita a raccogliere il qui e ora, in qualsiasi posto o luogo ci troviamo, senza fare differenze tra le maldive e una cabina armadio.

Nel momento in cui diventi consapevole del tuo qui e ora, ogni volta che smetterai di lasciarti guidare dal pensiero, avrai creato le condizioni per un haiku everywhere, sarai vuoto, quindi pronto a raccogliere.

Perfino quando…

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