la solitudine della sapienza

da “la solitudine della Sapienza” – dialogo con Qohélet

 la solitudine non consuma le ossa solo calore

(presto la pubblicazione del testo completo)

    Qohélet 

Due coricati insieme
si scalderanno

Ma a chi è solo
quale calore?

 

      Io

la solitudine   non consuma le ossa    solo calore
un falò di libri     ho dovuto     organizzare
per la lunga     attesa del gelo
ho sperimentato      giacigli di parole
coricàti    sul letto     le nostre scapole    non
hanno     bocche per     dialogare
voltàti   ognuno dal     proprio lato
con  una     pietra focaia in    mano
senza sapere     cosa farne

© sofia demetrula rosati

non ho creduto in niente

 “… se oggi dovessi dire, in breve, quale sia la pulsione profonda da cui è nata tutta la moderna poesia, direi che tale pulsione è quella dell’anarchia. E’ questo impulso che mi ha fatto scrivere, una volta, a conclusione di una poesia del 1976, come proposta di autoepitaffio: ‘Non ho creduto in niente’. E il problema di un poeta, oggi, rimane sempre per me, come per i suoi lettori del resto, quello di trasformare l’impulso alla rivolta in una proposta di rivoluzione, e fare della propria miscredenza un progetto praticabile”.

Edoardo Sanguineti
http://www.anteremedizioni.it/edoardo_sanguineti_0

continuavano a dire poetessa

Greta avrebbe dovuto capire che quell’atteggiamento – passivo tollerante – era una benedizione per lei, come poeta, perché c’erano cose, dentro le sue poesie, tutt’altro che simpatiche o facili da chiarire.
(La madre di Peter e i suoi colleghi – quelli che lo sapevano almeno – continuavano a dire poetessa. Ma a lui aveva insegnato a non farlo. A parte questo, non ci fu bisogno di insegnare niente a nessuno. I parenti che si era lasciata alle spalle e quelli che al momento la conoscevano nel ruolo di casalinga e di madre, non avevano bisogno di imparare, perché non sapevano nulla di stranezze simili).

da Uscirne Vivi di Alice Munro
uscirne vivifoto di sofia demetrula rosati