Renee Gladman

12 giugno 2019 § Lascia un commento

“It seemed one needed to write in order to see; one had to move out across the page and then through—but maybe not through the page. It would be movement nonetheless and would require the body to transform the physical body becoming astral or like a line itself, moving further in. Something. But how did you get out of language from language? … There was an elsewhere bearing down on me, in the whiteness of this space. We were staring at its blankness, and this was when I lifted my arm and brought my hand close to the surface. I made a mark …”   from Calamities by Renee Gladman

https://www.theparisreview.org/blog/2018/08/28/dwelling-places-on-renee-gladmans-turn-to-drawing/#more-128814

In June 2017, Wave Books published Prose Architectures, a selection from over 300 drawings made by Renee Gladman between spring 2013 and fall 2014.

 

Renee Gladman, Prose Architectures 251 (2014)

 

 

Renee Gladman, Prose Architectures 255 (2014)

 

 

Renee Gladman, Prose Architectures 35 (2013)

 

Renee Gladman (1971) is a poet, novelist, essayist, and artist. She has published prose works including the Ravicka series of novels and the crime novel, Morella; the poetry collection, Calamities; and a monograph of drawings, Prose Architectures. She lives in New England with poet-ceremonialist Danielle Vogel.

Irma Blank- una vita posseduta dalla scrittura

7 giugno 2019 § Lascia un commento

Sono prigioniera di un pensiero-non pensiero.
Non so se è la scrittura
che determina la mia vita
oppure se è la mia vita
che si è impossessata della scrittura.
Non vedo alcuna distinzione.
Irma Blank
settembre 2010

 

01

Irma Blank, Eigenschriften, Untitled, 1970, pastel on cardboard, 46×38 cm

 

 

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Global writings” 2000-2008
scrittura digitale, serigrafia su carta cm.78×64

 

 

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Radical Writing, 1989, tecnica mista su carta, cm 16×24

Irma Blank (Germania, 1934; vive e lavora a Milano)

 

 

Libro illegibile di Bruno Munari

6 giugno 2019 § Lascia un commento

“il libro è un oggetto che delimita un blocco di spazio. Per attraversare questo spazio occorre sfogliare le pagine dalla prima che sta dietro la copertina fino all’ultima. Ci si mette un certo tempo ed è come una passeggiata nella neve”

Testo e immagini di Bruno Munari in      http://www.munart.org/index.php?p=4

 

Libro illeggibile MoMa NY 1966 inedito

Libro illeggibile inedito
opera unica Courtesy Archivio ISISUF
Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo
Milano

Libro illeggibile inedito

Libro illeggibile inedito

Medea

30 aprile 2019 § Lascia un commento

Created to accompany performances at the Ancient Theatre of Epidaurus, the music vibrates with emotional intensity. Karaindrou gives her themes to a small ensemble, its sound-colours creating an ambiance both archaic and contemporary, as textures of santouri, ney, lyra and clarinets are combined and contrasted. Even with reduced instrumental forces the composer seems to imply an orchestral scope.

“La poesia è finita. Diamoci pace. A meno che…” di Cesare Viviani, il Melangolo – maggio 2018.

22 luglio 2018 § Lascia un commento

Grazie a Cesare Viviani per questa riflessione sulla poesia del “duemila”.
Condivisibile in ogni sua parte.

LA PRESENZA DI ÈRATO

viviani-interno-poesiaCesare Viviani

“Si è detto che la poesia è anche, immancabilmente, esperienza del limite, limite che è già inizio dell’estraneità, e quindi illeggibile, insuperabile, non c’è parola, intuizione, simbolo o immaginazione capaci di farlo nostro o di ridurlo. È l’equivalente del limite ultimo della vita: in questo senso la poesia è vita, e non limitazione di essa.

Vorrei che fossero altro questi sedicenti poeti, giovanissimi e giovani, che in qualche occasione pubblica mi guardano storto, loro che non hanno letto niente dei libri che ho scritto, e mi salutano appena, forse per fare contento il loro tutore che non mi ama, o forse perché io non sono mai riuscito a elogiare i loro versi.

La poesia è finita. Prima era essere che aveva le vertigini di fronte ai suoi limiti, era essere e non essere. Oggi è un intruglio bastardo di essere e superessere.

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