il velo dei volti

I volti sono l’interiorità nascosta
i sensi
la maschera del non detto.
I volti sono i francobolli vidimati dal tempo
uno scandalo che denuncia i pensieri e le intenzioni.
I volti sono ricordi che deridono il passato
i volti sono una pozione chimica nella quale
circolano le domande
i volti sono lingue senza alfabeto
i volti sono lettere che restano sempre chiuse.

Amal al-Juburi – Poeta irachena (Baghdad 1967)

http://www.casadellapoesia.org/poeti/juburi-amal-al/biografia

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Foto:
Bushra Almutawakel (fotografa yemenita)

georg trakl ‘cento anni fa’

Avatar di Anna Maria CurciPoetarum Silva

TRAKL

Cade il suono
come il tonfo di un remo
nel silenzio.

(A.M. Curci)

Il 3 novembre 1914, cento anni fa, moriva all’ospedale di Cracovia, probabilmente suicida per una dose eccessiva di cocaina, il poeta austriaco Georg Trakl. Nelle sue poesie, che si possono leggere anche nelle traduzioni di Elio Gianturco (1925), Leone Traverso (1938), di Giaime Pintor (1939-40), di Ida Porena (1963), di Ervino Pocar (1974), di Enrico De Angelis (1999; l’elenco prosegue, ché la poesia di Trakl continua a essere frequentata assiduamente anche in quella lettura ‘al quadrato’ che è la traduzione) la «azzurritudine» (Bläue) della natura limpida e, insieme, trasfigurata, si affianca alla cadenza, come attutita dal manto di nebbia, del remo nelle acque che scorrono, chiare o torbide, lente e inesorabili e, ancora, alla visione inequivocabile del disfacimento (Verfall) all’orrore della guerra – la lirica Grodek ne è l’esempio più esplicito e sconvolgente –…

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parola carnale – 6

Sono sempre molto più stanco di te al mattino;
forse anche molto più felice. Ti alzi senza far rumore;
frusciano un poco le lenzuola, ti allontani scalza. Io
dormo ancora nel tepore che ha lasciato nel letto
il tuo corpo nudo. Dormo dentro la forma
del tuo corpo, sprofondato in un’oscurità biancastra. Sento
che ti lavi, che fai il caffè, che aspetti.
Sento che mi stai sopra e non ti decidi. Il tuo sorriso
percorre tutto il mio corpo, mi rende le unghie molli.
      Dormo.
Vele bianche passano fulminee e immobili. Una coperta rossa
appesa alla corda. Il rosso mi pesa sulle ciglia.
Donne nude nel fiume. Uomini nudi sugli alberi.
Cavalli lenti e gravi (no, non tristi) passeggiano sui
fondali bassi del mare. Uno ha un’erezione,
il membro nero sfiora appena l’acqua. Una ragazza piange.
Un ragazzo incide col temperino sul gelso un 99,
poi aggiunge un altro 9. Dormo più profondamente, più
      dentro.
Un passero sulla criniera del leone bianco. Tir, tir, –
grida. Il mondo
è carne e luce e grasso sperma. Buongiorno, amore.
      Buongiorno.

da Parola carnale di Ghiannis Ritsos

di un altro dire

Quando la poesia dialoga con la filosofia.

 In occasione delle cerimonie conclusive del Premio Lorenzo Montano, la rivista “Anterem” promuove – in collaborazione con la Biblioteca Civica di Verona – un Forum di poesia.

Sono in cartellone quattordici appuntamenti nel corso dei quali la poesia incontra la filosofia, la musica, l’arte. Tali eventi si svolgono da sabato 8 novembre a domenica 16 novembre 2014 negli spazi della Biblioteca Civica di Verona, via Cappello 43.

Il Forum ha per titolo “Di un altro dire” ed è curato da Flavio Ermini e Ranieri Teti.
La finalità è far emergere l’intima relazione che unisce la poesia e le complesse problematiche del nostro tempo.

Questa manifestazione muove da un’identità poetica molto precisa, caratterizzata dalla posizione concettuale e dal percorso di conoscenza della rivista “Anterem”. L’intento è di far amare a un numero sempre più vasto di lettori la grande poesia contemporanea e della modernità.

 

IL PROGRAMMA