il corpo verso

*

Il sedile di pietra
accanto al mare.
Ti levasti i sandali.
Una nave illuminata
Ghiannis Ritsos

 

il tuo corpo verso il mare
lo sguardo dietro
piccole cose
e io ti lasciavo
sperando la tua mente almeno
volta verso di me
© sofia demetrula rosati
 

Antonis Fostieris tradotto su Anterem

Sul nuovo numero della rivista Anterem (n.88 – giugno 2014) dal titolo “Per crescita di buio”,  poesie di Antonis Fostieris dalla raccolta Lete prezioso.

Traduzione e riflessione critica di Sofia Demetrula Rosati

 

anterem_88

 

 Si potrebbe dire che abbiamo due destini: uno mobile e senza importanza, che si compie; e un altro, immobile e importante, che non si conosce mai.
Musil

 Sommario

 Editoriale

 

rifiuti

scendo a buttare la    spazzatura rigorosamente separata 
negli appositi contenitori per il riciclo
arrivo all’indifferenziata

lì con il suo fazzoletto in testa e   lo sguardo grigio di chi ha         disimparato a riconoscere umanità
una donna mi guarda velocemente prima di infilare il suo       lungo gancio di metallo nel cassonetto
io da un lato con lo sportello sollevato     lei dall’altro lì alla ricerca di ciò
che non può essere trovato   né in cassonetto né altrove     per una vita che
aspira a consumare     l’inconsumato di chi       ha sempre avuto più di te

io intenta a gettare ciò che    non può essere     gettato
uno spazzolino   qualche tuo indumento    dimenticato      a casa mia
l’accappatoio sul quale    abbiamo fatto l’amore     sul pavimento del bagno
con quella passione violenta di chi      sa che ti sta possedendo    per l’ultima volta
o meglio che non ti possiede  già più      da lungo tempo e cerca   
disperato nell’amplesso     frammenti di un noi che   non c’è più

io dal mio lato del cassonetto dell’indifferenziata       lei dal suo    ci guardiamo
un sorriso     imbarazzato il mio      distratto il suo
le porgo il sacchetto     potrebbe esserti utile       le dico
dandole del tu     perché lì tra la spazzatura le     convenzioni sono sconvenienti
lei annuisce e prende  con la     rapidità di chi è    abituato a sottrarre e   non a ricevere

torno a casa       sotto una lunga doccia bollente
cercando di cancellare dal mio corpo
l’odore dei rifiuti

quiete 010

© sofia demetrula rosati
 

richiesta

richiesta

sai come succede      quando sei innamorata
e sorridi anche ai lampioni e              ti sembra di riconoscerlo ovunque
                                                                                                   il volto di lui
e scorri via veloce e leggera come se                la vita non ti potesse toccare

per un gioco di      luna quasi piena       con le buste della spesa in mano e
quel sorriso che      per un attimo si era distratto e
       poi lo vedi con un           volto proteso verso di te
       con una espressione che è     una richiesta e tu in     quell’attimo
       rispondi con il cuore che     ti si      infrange di tenerezza

è lui!      con quella richiesta d’amore               sempre pronta in viso
non appena ti vede lì           seduto sui gradini        fuori dal supermercato
       poi torni a sorridere è        solo un inganno di una luna quasi piena

l’uomo sui gradini ti mostra il        suo piccolo cappello da     basket vuoto
e ti vede sorridere e ne è certo    un euro     forse due
me li lascerà questa donna

e tu svolazzi via ridendo dell’inganno

e compiaciuta della perfezione       del tuo     innamoramento
       perché lui lo      vedi ovunque
       con quella sua richiesta d’amore che è      l’espressione di un volto

e l’uomo     seduto sui gradini    non capisce perché         gli hai sorriso
senza dargli neanche un euro     e forse       ti maledice
     tu via leggera      verso quella richiesta      d’amore
     così impressa nella tua mente
     anche sotto quell’inganno di luna      quasi piena

© sofia demetrula rosati