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Il sedile di pietra
accanto al mare.
Ti levasti i sandali.
Una nave illuminata
Ghiannis Ritsos
sofia demetrula rosati
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Il sedile di pietra
accanto al mare.
Ti levasti i sandali.
Una nave illuminata
Ghiannis Ritsos
Si potrebbe dire che abbiamo due destini: uno mobile e senza importanza, che si compie; e un altro, immobile e importante, che non si conosce mai.
Musil
scendo a buttare la spazzatura rigorosamente separata
negli appositi contenitori per il riciclo
arrivo all’indifferenziata
lì con il suo fazzoletto in testa e lo sguardo grigio di chi ha disimparato a riconoscere umanità
una donna mi guarda velocemente prima di infilare il suo lungo gancio di metallo nel cassonetto
io da un lato con lo sportello sollevato lei dall’altro lì alla ricerca di ciò
che non può essere trovato né in cassonetto né altrove per una vita che
aspira a consumare l’inconsumato di chi ha sempre avuto più di te
io intenta a gettare ciò che non può essere gettato
uno spazzolino qualche tuo indumento dimenticato a casa mia
l’accappatoio sul quale abbiamo fatto l’amore sul pavimento del bagno
con quella passione violenta di chi sa che ti sta possedendo per l’ultima volta
o meglio che non ti possiede già più da lungo tempo e cerca
disperato nell’amplesso frammenti di un noi che non c’è più
io dal mio lato del cassonetto dell’indifferenziata lei dal suo ci guardiamo
un sorriso imbarazzato il mio distratto il suo
le porgo il sacchetto potrebbe esserti utile le dico
dandole del tu perché lì tra la spazzatura le convenzioni sono sconvenienti
lei annuisce e prende con la rapidità di chi è abituato a sottrarre e non a ricevere
torno a casa sotto una lunga doccia bollente
cercando di cancellare dal mio corpo
l’odore dei rifiuti
sai come succede quando sei innamorata
e sorridi anche ai lampioni e ti sembra di riconoscerlo ovunque
il volto di lui
e scorri via veloce e leggera come se la vita non ti potesse toccare
per un gioco di luna quasi piena con le buste della spesa in mano e
quel sorriso che per un attimo si era distratto e
poi lo vedi con un volto proteso verso di te
con una espressione che è una richiesta e tu in quell’attimo
rispondi con il cuore che ti si infrange di tenerezza
è lui! con quella richiesta d’amore sempre pronta in viso
non appena ti vede lì seduto sui gradini fuori dal supermercato
poi torni a sorridere è solo un inganno di una luna quasi piena
l’uomo sui gradini ti mostra il suo piccolo cappello da basket vuoto
e ti vede sorridere e ne è certo un euro forse due
me li lascerà questa donna
e tu svolazzi via ridendo dell’inganno
e compiaciuta della perfezione del tuo innamoramento
perché lui lo vedi ovunque
con quella sua richiesta d’amore che è l’espressione di un volto
e l’uomo seduto sui gradini non capisce perché gli hai sorriso
senza dargli neanche un euro e forse ti maledice
tu via leggera verso quella richiesta d’amore
così impressa nella tua mente
anche sotto quell’inganno di luna quasi piena