Madre – non sono le montagne
Madre – non sono le montagne.
È la loro ombra a pesare.
Neppure i cipressi.
È l’erba strisciante. Mi schiaccia.
È un’ape bionda del mondo di lassù.
Mi trova tra i fiori
e mi fa cera – non miele.
Diventare veleno per lei.
In una chiesetta brucerò
sciogliendo poco buio
prima che vengano a spegnermi
le dita untuose del sagrestano.
Così la soffocano la fiamma, madre,
non soffiando,
ché non prendano fuoco le anime
e s’infiammino gli Inferi.
Alba profonda.
Si china a bere acqua e nella tomba
rientra passando dal cipresso.
Intorno, a sciami, gli uccelli.
da Ballata di Michalis Ganàs (trad. Paola Maria Minucci)
(Michalis Ganàs nato a Tsamantàs, in Epiro nel 1944 – vive e lavora ad Atene)
omaggio di parole
Ph. © Cristina Rizzi Guelfi
*
per quanto la valigia sia solo un’idea di contenuti possibili
noi coltiviamo un’intimità irrisolta che non trattiene senso
e la forma ha disconosciuto gli oggetti
in incapacità di composizione
l’esistere è abbandonato all’idea di spazio che
non dialoga perché nessuno patteggia con il vuoto
che pure spadroneggia lasciando lo sguardo
isolato sull’abisso del movimento
tu decidi di non attraversare questo luogo
che pure ci trattiene
io sostengo l’impronta del mio corpo
che non molla l’idea del possibile
seppure la luce insiste ad esercitare presenza
la sua ingenuità non ci confonde
e non ristrutturiamo e non demoliamo questa intimità
che deteriora senza distrazione
© sofia demetrula rosati
testo pubblicato in
http://wordsocialforum.com/2015/04/22/giovani-prospettive-omaggio-di-parole-a-cristina-rizzi-guelfi/
Nuova poesia latinoamericana. #5: María Montero
“Sono l’ultima delle donne islandesi senza codice genetico che non ha sperimentato neppure la solitudine in mezzo al nulla e nonostante ciò ha rischiato tutto in quel punto cieco e bianco dei confini. Sono l’ultima delle donne gelate che dal profondo dei tropici ha sempre saputo che faceva passi falsi. Perché vi sono paesaggi che non sono quello che uno è.”
NUOVA POESIA LATINOAMERICANA
María Montero
Traduzione di Gianni Darconza
Selezione di Mario Meléndez
María Montero. Poetessa e giornalista originaria del Costarica ma nata in Francia (1970). Ha pubblicato El juego conquistado (1985), La mano suicida (2000) e In Dubia Tempora (2004/foto-documentario-poesia), quest’ultimo insieme a José Díaz y Jhafis Quintero. Ha svolto laboratori di scrittura teatrale e cinematografica con gli argentini Guillermo Gentile, Roberto Cossa e Jorge Goldenberg, così come con il maestro spagnolo José Sanchis Sinisterra. Ha studiato per un po’ filosofia e ha lavorato per 12 anni per il giornale La Nación. Ha anche collaborato regolarmente con la rivista Soho-Costa Rica. Ha partecipato ai festival della poesia a Medellín, Quito, Buenos Aires, Madrid, Perú e El Salvador. Nel 2012 ha inaugurato, con José Díaz, il progetto Vanguardia Popular, nel Museo di Arte e Disegno Contemporaneo. Ogni settimana alimenta la sezione Registro Público, al sito di notizie online…
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HAIKU (25)
down in the valley
on a hot and humid day
I enter Hell’s Gates
Kenya, Naivasha



