Carol Ann Duffy

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Carol-Anne-Duffy-

Drams
Goccetti


The snow melt early,
meeting river and valley,
greeting the barley.

Neve già sciolta,
incontra fiume e valle,
saluta l’orzo.



In Glen Strathfarrar
a stag dips to the river
where rainclouds gather.

In Glen Strathfarrar
un cervo beve al fiume
tra nubi nere.



Dawn, offered again,
and heather sweetens the air.
I sip at nothing.

Alba ancor s’offre,
aria dolce d’erica.
Sorseggio il nulla.



A cut-glass tumbler,
himself splashing the amber …
now I remember.

Bicchiere inciso,
lui che sciaborda l’ambra…
ora ricordo.



Beautiful hollow
by the broad bay; safe haven;
their Gaelic namings.

All’ampia baia
bella conca, riparo;
celtici i nomi.



It was Talisker
on your lips, peppery, sweet,
I tasted, kisser.

Sulle tue labbra
Talisker: baci dolci,
pepati, gustai.



Under the table
she drank him, my grandmother,
Irish to his Scotch.

Sotto il tavolo
lo beveva mia nonna,
Irlanda allo…

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‘Senza distrazione’ – testo poetico di Sofia Demetrula Rosati su book fotografico – Dicotomie- di Cristina Rizzi Guelfi

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1*
astratta propensione osservo dunque accolgo
l’ignoto nel mio sguardo mia sospensione
eppure riesco devota ad amare nonostante il grigio e
in questa posa distratta io ti conosco

dicotomie

2*
tornare nei luoghi confidando nella costanza della memoria
che poi anche l’abbandono ha le sue debolezze
e il marrone è da sempre preludio di infiorescenza
ricordi le mattine di calda colazione?

dicotomie0

3*
il letto è vivido insospettisce il suo sguardo indagatore
sono sempre rimasta quiil disfacimento non disturba
si accorge forse un utero di essere sterile?
o non è – ogni ovulazione – un’epifania!

dicotomie1

4*
sono sempre rimasta qui compiaciuta di me
attendo dici? ho scritto qualcosa di
buono tra le venature dello scrittoio
perché non muoiano le assonanze

dicotomie2

5*
tu decidi di non attraversare questo
luogoche pure ci trattiene
io sostengo l’impronta del mio corpo
che non molla l’idea del possibile

dicotomie3

6*
non sapevo che la felicità fosse un esercizio

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ho partorito un utero

Mary Daniel Hobson
Mary D. Hobson


ho partorito    un utero  e
mi ci sono    cucita dentro

cercano e    non mi trovano
tracciano    perimetri della    mia corporeità
il pavimento è disseminato di    rilevatori meccanici
ma le voci registrate le    ho con me

l’esercizio dell’azione di ricerca    è svolto  in
coincidente    considerazione    dei fatti
ma la versione    esatta    dei fatti
è impossibilitata

dimezzati dalla    disperazione    del senso
sono seduti in  ampi spazi     sterrati  e
tirano piccole   pietre    a pelo d’acqua

mentre    accarezzano le   loro calde pance    molli
un intenso aroma di    arance    li assale

 

da l’azione è un’estroversione del corpo
© sofia demetrula rosati

Prospettive: Omaggio di parole a Sayaka Maruyama

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Immagine

Sayaka Maruyama è nata in Giappone nel 1983 e si è laureata presso l’Università d’arte del Giappone nel 2005, quando ha cominciato il suo celebre progetto Neon O’Clock Works. La sua prima monografia, intitolata Krageneidechse, è stata pubblicata nel 2007, anno in cui si trasferisce a Londra. Maruyama ha esposto a Londra e Tokyo e le sue immagini sono state pubblicate su molte riviste tra cui il British Journal of Photography, la rivista Silvershotz, il Financial Times Magazine e Eyemazing.
Sayaka Maruyama, attinge a riferimenti classici giapponesi e motivi surrealisti, il suo lavoro esplora contraddittorie interpretazioni contemporanee delle nozioni giapponesi di bellezza, da prospettive sia occidentali e orientali. Maruyama ha guadagnato notorietà soprattutto per la sua serie Japan Avant-Garde, in cui l’artista intreccia le manipolazioni digitali delle immagini, con elementi di carta collage e pittura ad acquerello per creare intricate opere che esaltano un senso di bellezza.

***

Sayaka Maruyama

“sei gradi…

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