“Sull’identità dell’arte: curatela immaginaria di una dissoluzione” di Franco Armieri

26 marzo 2015 § Lascia un commento

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L’esserci è sempre anche un essersi ed è sempre anche un essere gettati nella corporeità. Il gesto convesso del ”si” imprime la concavità nel “ci” – Lascia il segno – L’identità è impronta dell’altro da sé, impressione della medietà del “si”. La distinzione dal tutto si mette in atto nell’identificazione dell’appartenenza al gioco dei ruoli del non più / non ancora. Nel divenire del “gesto” che si fa impronta l’identità diventa tale, si plasma, e nella mutua appartenenza “l’esser tutt-altro per esser sé” imprime la presenza “convessa” del “ci” nella concavità nel “si”.

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Il possibile potere soverchiante del si costringe il pensiero al soggiornare, al farsi arredo dell’abitare invece che abitare stesso. Smaterializza l’identità dell’essere nel pensare come si pensa, nell’essere come si è.

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Ma il pensiero che familiarizza con la sua dimora, nel suo abitare, si volge all’osservazione di se stesso in atto – E’ coscienza…

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trascurare qualcosa di essenziale

25 marzo 2015 § Lascia un commento

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Che posto abbiamo noi, esseri umani che percepiscono, decidono, ridono e piangono, in questo grande affresco del mondo che offe la fisica contemporanea? Se il mondo è un pullulare di effimeri quanti di spazio e di materia, un immenso gioco a incastri di spazio e particelle elementari, noi cosa siamo? Siamo fatti anche noi solo di quanti e particelle? Ma allora da dove viene questa sensazione di esistere singolarmente e in prima persona che prova ciascuno di noi? Allora cosa sono i nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro stesso sapere? Cosa siamo noi, in questo mondo sterminato e rutilante?

Non posso neppure immaginare di provare per davvero a rispondere a una tale domanda, in queste pagine semplici. È una domanda difficile. Nel grande quadro della scienza contemporanea ci sono molte cose che non capiamo, e una di quelle che capiamo di meno siamo noi stessi. Ma evitare questa domanda e fare finta di niente vorrebbe dire, credo, trascurare qualcosa di essenziale.

Teoria della relatività

Da Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli – Adelphi

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